(video) tributo a Jannacci pieno di star

Nella clip del brano “Desolato” (di Paolo ed Enzo Jannacci e A. Aleotti), oggi sulla home di Repubblica, J-Ax, Claudio Bisio, Fabri Fibra, Ligabue, Jovanotti e tanti altri danno il loro tributo al grande Enzo. Esce infatti  “L’artista”, album postumo di inediti by Enzo Jannacci, prodotto dal figlio Paolo e da Ala Bianca, con tante collaborazioni di spicco. Ultima delle collaborazioni, ma per noi non ultima, con Annalisa Sartori di Syn, che assieme a Roberta Zeta illustrations ha curato il design di dvd e album. Un team al femminile tra Padova ed Helsinki.

Felicemente spaiati

25 maggio 2013

Chi non ha vissuto la frustrante esperienza di cercare il secondo calzino dopo un lavaggio, e quale calzino non ha vissuto la medesima esperienza venendo dimenticato nel cassetto. Solo. Spaiato.

Ma la bellezza si cela ovunque. Ed ecco la splendida linea di calzetti spaiati creati da una delle più brillanti start up venete dell’ultimo periodo: Oybò.

C’è stile (son belli!), c’è ironia (il calzetto finalmente dà lezioni di vita!), fibra naturale, massima cura di ogni dettaglio, comfort.

Indossare per credere. Ma prima vedere e probabilmente ordinare, qui

two souls, one pair 2013 spring summer collection 2013, and dolly

two souls, one pair (2013 spring summer collection), and dolly

 

womenmade

Womenmade tra tradizione e innovazione

Qual è il valore apportato al tessuto locale dalle imprese Creative Culturali al femminile?

Non è un argomento marginale, soprattutto in questo territorio e in questo momento: il tessuto industriale si va impoverendo; eppure sono le donne che hanno più dimestichezza con la complessità, con l’uscita dalle situazioni difficili, con le trasformazioni. Nelle aziende è stato dimostrato che hanno maggiore capacità nel delegare, nell’assumere una leadership trasformazionale, nel giocare in squadra, nel gestire il multitasking.
La ricerca “Womenmade tra tradizione e innovazione. Le imprese Culturali e Creative Femminili a Padova e nel territorio” voluta da Padovainnovazione, curata da Susanna Biadene, Alessandra Chiarcos, Daria Quatrida (Comitato scientifico più sotto) e patrocinata da Comune e Provincia di Padova, ha lo scopo di tracciare una prima mappa delle ICCF a Padova, comprendere quali condizioni le favoriscano o ostacolino, formulare indicazioni per i diversi attori coinvolti, contribuire a creare una rete tra le imprenditrici coinvolte. Perché l’impresa Creativa Culturale Femminile può essere vista come motore di creative economy.

I principali risultati della ricerca ci parlano di un percorso personale fortemente voluto (anche per la gestione dei tempi lavoro/famiglia) e di un mix di capacità tutte femminili che si riflettono sull’impresa, la quale rivendica essa stessa una sua specificità al femminile.

Pur scontrandosi con un territorio ritenuto per la maggior parte “chiuso” (sarebbe interessante approfondire come i pregiudizi ostacolino lo sviluppo sociale ed economico) e con le conosciute difficoltà di accesso al credito, l’81% delle donne intervistate si dichiara molto soddisfatta della propria scelta. Nonostante il Dipartimento Politiche europee ci dica che una donna europea deve lavorare mediamente 59 giorni in più per guadagnare come un uomo.

Creatività è un punto di vista sull’intelligenza che si lega a considerazioni culturali e sociali sulla capacità di cambiamento e di adattamento. Ecco perché questa ricerca riguarda tutti, qui e ora.

 

Il convegno di presentazione si è svolto il 15 febbraio 2013 e sarà seguito da un secondo incontro di approfondimento il 19 marzo, in aula Nievo a Palazzo del Bo, Padova.

Il comitato scientifico della ricerca è composto da Marina Bertoncin, geografa dell’Università di Padova; Saveria Chemotti, delegata per la cultura e gli studi di genere dell’Università di Padova; Roberta Gallana, past president Comitato Sviluppo Imprenditoria femminile CCIAA di Padova; Raffaella Massaro, Ufficio Studi Confindustria Padova; Silvia Oliva, responsabile ricerca Fondazione Nord Est; Andrea Pase, geografo dell’Università di Padova.

Christoph Niemann

11 luglio 2012

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Facebook, Twitter, Youtube, Pinterest sono realtà con cui il mercato fa i conti da tempo: imprescindibili bacini di clienti sia effettivi che potenziali, da ascoltare, blandire, fidelizzare a suon di immagini “smart”, di video e strategie virali, e chi più ne sa, più ne inventi. Solo Christoph Niemann – geniale illustratore del New Yorker – poteva sintetizzare dalle pagine del suo Abstract Sunday e in poche immagini la moderna ossessione che ci fa rimbalzare dall’uno all’altro in cerca di likes, audience, conferme, con tutte le conseguenze in termini di perduta privacy e recenti quotazioni in borsa, strappando come sempre l’applauso. Guardate la divertente analisi, di cui pubblichiamo qui solo qualche estratto, ma non fermatevi e sfogliate tutto il suo blog: sono perle di humour e intelligenza, disegnate con rara maestria.

niemann-tweet

niemann-tweet

Bloom

22 marzo 2012

Il reparto di psichiatria infantile con tulipani bianchi

Il reparto di psichiatria infantile con tulipani bianchi

Nel 2003 un istituto che aveva ospitato migliaia di pazienti, il Massachusetts Mental Health Center venne designato per la demolizione, dopo oltre 90 anni di attività, per lasciare posto a strutture più moderne. Venne chiesto ad Anna Schuleit di assolvere ad un compito davvero molto difficile: dare memoria al passato, con le sue migliaia di storie personali, ma esprimere allo stesso tempo un’idea del futuro, in una maniera in cui l’edificio fosse accessibile dal pubblico ma non comprendesse targhe informative o lunghi discorsi. Il tutto, con un budget limitato.

Uno degli uffici, con tulipani arancio

Uno degli uffici, con tulipani arancio

Quanto è stato realizzato ha dato vita ad un’ installazione realizzata con 28000 vasi di fiori, un’opera visivamente potentissima, forse la cosa più bella mi sia capitato di vedere nel web da molto tempo a questa parte.

“In 2003 a building housing the Massachusetts Mental Health Center (MMHC) was slated for demolition to make way for updated facilities. The closure was a time for reflection and remembrance as the MMHC had been in operation for over 9 decades and had touched countless thousands of patients and employees alike, and the pending demolition presented a unique problem. How does one memorialize a building impossibly rich with a history of both hope and sadness, and do it in a way that reflects not only the past but also the future? And could this memorial be open to the public, not as a speech, or series of informational plaques, but as an experience worthy of they building’s unique story?”

[Via]

Siamo tutti pedoni

12 marzo 2012

foto della campagna tot som vianants

Tot som vianants, Barcelona

Dalla campagna al briefing: se invertiamo il processo in questo caso metteremo in luce un grave problema mondiale. Marzo 2012, Barcellona. Questa campagna sulla sicurezza stradale del 2008, ancora visibile sulle strade, inizia ben prima e va oltre i pedoni che transitano per la capitale della Catalunya.

Infatti la sensibilizzazione sui danni provocati da incidenti stradali, prima causa di morte tra i 10 e i 24 anni in tutto il globo (dati Commission for Global Road Safety), è promossa fin dal 2006 dalla campagna Make Road Safe, sostenuta da ONU, rappresentanze governative e testimonial di spicco e mira a sollecitare questa nuova priorità nelle discussioni politico amministrative all’interno degli Stati. Una questione di sicurezza e di economia: i soldi impiegati per la sensibilizzazione mondiale su questo tema, largamente ignorato, potrebbero andare a educazione, salute, sviluppo economico, come dice il Chairman della Commissione George Robertson.

Quali sono i canali della comunicazione da sfruttare? Principalmente due: uno organizzativo che “induca all’educazione”, e uno di comunicazione diffusa che tocchi le corde giuste per sensibilizzare quante più persone possibili.
Per il primo, citando ancora la Spagna, nel 2011 la Commissione sulla Sicurezza Stradale della Camera dei deputati ha approvato una mozione affinché il governo inserisca la sicurezza stradale come parte del disegno sulla responsabilità sociale delle organizzazioni. Le organizzazioni aziendali sono infatti coinvolte direttamente perché molti lavoratori svolgono la loro attività per strada, oppure fanno spostamenti piccoli e grandi per poterla svolgere. Il comportamento stradale delle persone che lavorano riguarda la sicurezza, il benessere lavorativo, gli aspetti organizzativi, la reputazione delle aziende.
Per il secondo, una buona campagna di comunicazione può essere un investimento responsabile e con un ritorno. Della campagna per le strade di Barcellona infatti ne stiamo parlando a distanza di tempo e spazio.

Via aequology.wordpress.com, Comune di Barcellona, Make Roads Safe

The Selby is in your place

17 febbraio 2012


the_selby2the_selby4Vi siete mai chiesti dove abita il vostro artista, designer, scrittore preferito? Se il luogo in cui si ritira la sera è pazzo e confusionario, oppure arredato in modo chic ed in perfetto ordine, e quali gli oggetti buffi da cui non si separerebbe mai? Todd Selby ha deciso di trovare le risposte a tutte queste domande, andando casa per casa, fotografando gli angoli più strani e personali, e somministrando ai propri ospiti un buffo questionario alla fine di ogni visita. Entrate anche voi nelle case di questi brillanti creativi, è un viaggio pieno di nuova ispirazione.


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Ala Bianca, la casa discografica di Enzo Jannacci, ha riconfermato la fiducia a Syn anche per la nuova versione del sito, rinnovato in occasione dell’uscita di “Remastering”. La pagina è un riassunto dei suoi lavori più recenti, con link alle pagine di acquisto e ad altre che raccontano la carriera di un cantautore con una visione della società fuori dagli schemi, profonda e poetica.

Libération su Coverjunkie

23 gennaio 2012

Vista con sguardo angosciato o di lucida indagine economica, la crisi finanziaria domina l’attenzione dei giornali di tutto il mondo. Stupisce la creatività con cui Libération, storico quotidiano fondato da Jean Paul Sartre, ha interpretato la notizia del declassamento del debito francese da parte di Standard & Poors, mettendo in prima pagina un gioco grafico che riassume con lo spostamento di una sola lettera un’intera situazione politica. La “notizia” è presa da Coverjunkie, sito che giorno per giorno raccoglie le prime pagine più efficaci dai magazine di tutto il globo, analizzandole, classificandole, mettendole in lizza per decidere qual’è la migliore. Un blog per “drogati delle copertine”, letteralmente, e una fonte inesauribile di ispirazione.

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